Napalm Death (Metallo pensante #3)

Ci sono affezionato. Alle loro facce invecchiate. A questo picchiare sempre e comunque, che per alcuni è ormai fine a se stesso e per altri no. A questo fiume tumultuoso di riff e progressioni, mai veramente memorabili, a parte un paio di casi per album, ma sempre pesanti come il piombo. E al growl e allo scream, s’intende. Hanno scritto una sola canzone lunga più o meno un giorno? Per me possono andare avanti anche una settimana intera. Senza interruzioni.

Napalm Death, Time Waits for No Slave, 2008.

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Rammstein (Metallo pensante #2)

Non posso credere che il brano più interessante del nuovo cd dei Rammstein sia un pezzo praticamente acustico, con un tizio che fischietta e Till Lindemann che canta ispirato (be’, questa non è proprio una novità). L’affetto non evapora così facilmente, però ho cercato avanti e indietro in Liebe ist für alle da, non dico qualcosa di nuovo, ma almeno qualcosa di potente, e alla fine mi ritrovo soltanto a urlare «Buchstabu» e a fischiettare Roter Sand.

Rammstein, Liebe ist für alle da, 2009

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Street Sweeper Social Club (Metallo pensante #1)

Che Tom Morello abbia un PhD in riffologia non è in discussione. Ha dimostrato alcuni teoremi che restano fondamentali, da quelli più lineari come Bullet in the Head e Killing in the Name, a quelli più arditi come Born of a Broken Man. È con rispetto, quindi, che ascolto i suoi ultimi lavori. Magari spiace un po’ che al posto di Zack ci sia quella che potremmo definire una sua controfigura, e che lo stesso Tom abbia dovuto arrangiarsi al basso (per non parlare della mancanza di Brad Wilk alla batteria). Diciamo allora che la grandezza sta riposando e che quelli di SSSC sono corollari dei grandi teoremi dei RATM.
Tom Morello & Boots Riley, Street Sweeper Social Club, 2009

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