Desperate Meditation: Cult of Occult, «Five Degrees of Insanity»

FiveDegreesPosso dire che lo stessi aspettando, il nuovo disco dei francesi Cult of Occult, e considerando le prove precedenti (Cult of Occult, 2012; Hic est domus diaboli, 2013), anche con una certa fiducia. Bene, Five Degrees of Insanity ripaga dell’attesa e della fiducia: è bellissimo – una colata di puro blackened-sludge, una bestia selvaggia e incontenibile.

La formula, che estremizza quanto i CoO hanno registrato finora, prevede un muro compatto di distorsione feroce e rocciosa, intervellato da qualche momento di disperata meditazione, e un tappeto di urla disumane che si srotola apparentemente senza fine. L’accumulo, ai limiti della sopportazione, è una delle chiavi di volta dei CoO, che aggiungono un tocco particolare al disco con un concept azzeccato: cinque condizioni, appunto, che si susseguono nei titoli dei brani (Alcoholic, Nihilistic, Misanthropic, Psychotic, Satanic) e che rappresentano un micidiale girotondo nella follia.

Può capitare di trovarsi a procedere in apnea durante i settanta minuti di FDoI, il territorio acido e bruciato delimitato dall’album può risultare a tratti insopportabile, ma questa è anche la sua forza, e la bellezza sta proprio nel perdersi per lunghi minuti nel magma sonoro, in quella singolare combinazione timbrica di assurda distorsione delle corde, fragore dei piatti e urlo belluino di cui come pochi altri sono capaci i CoO.

* * *

I was waiting for the new album of Cult of Occult, and keeping in mind their previous records (Cult of Occult, 2012; Hic est domus diaboli, 2013), I’d say I had a lot of expectations. Well, Five Degrees of Insanity is worth the wait, and is up to any kind of expectation: it’s a beautiful block of blackened-sludge, a tumultuous river of rage in form of heavy metal.

Cult of Occult push to extreme what they have done since the beginning: a thick wall of distorsion, with some breaks of meditative desperation, and an unending flow of furious screams. The buildup is the key, stone upon stone upon stone, until the weight is almost unbearable. And then there is the «nice» concept of the «five degrees»: five conditions, according to the titles of the tracks (Alcoholic, Nihilistic, Misanthropic, Psychotic, Satanic), that spirale into madness.

You may find yourself without breath, during the seventy minutes of FDoI, and walking on the deserted and acid gound created by the music may become hellish, but that’s the point, eventually; and loose yourself into the sonic magma, into that unique tone combination made of strings’ monstrous distortion, cymbals’ clamour, and animal screams, which CoO like not so many others are capable of.

Cult of Occult, Five Degrees of Insanity, Deadlight Entertainment 2015.