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Loss, Despond (Metallo pensante #48)

26 novembre, 2011 (20:24) | Metallo pensante, Music non stop | By: MrPotts

Se dici che ti piace il funeral-doom di solito rimedi un sorrisino, perché i metal-heads lo considerano un sottogenere per i loro fratelli più fragili e sensibili, tutti vestiti di nero, molto silenziosi e con grandi quantità di candele accese in camera. Be’, a me capita recentemente di «canticchiarli», i Loss, mentre mi annodo la cravatta di quotidiana ordinanza. Maestri da subito riconosciuti del genere, da Nashville, Tennessee, i Loss hanno da poco pubblicato il loro primo album full-lenght, l’ottimo Despond, un abbraccio lungo oltre un’ora, lento e avvolgente, sincero e gentile. Certo, la materia del funeral è nota (questo è quanto dichiarano i Loss della loro musica: «It was to be a combined vision, encapsulating depression, anxiety, failure, illness, disease, despair, pain, fear and loss, to express what [we] felt sonically represented the idea of Funeral Doom»), ma c’è un tono che unisce all’inesorabilità doom (soprattutto chitarristica) un tratto amichevole, da mano posata sul braccio, da «ti dico la verità, ma non per ferirti, anzi». E questo tratto trova la sua manifestazione del tutto inattesa nell’uso del growl in chiave intimista. Sì, esattamente, per averne la prova si vada al minuto 3 e 52 di Cut Up, Depressed and Alone. Da lì si può spaziare, verso le masse colossali di Shallow Pulse, o verso l’immensa e fosca processione di Conceptual Funeralism Unto the Final Act (of Being), a piacere. Non è lento, non è estenuante, non è deprimente, non è noioso, Despond è giusto e, come ha osservato un attento recensore, con gli ascolti «diventa autenticamente catartico e sorprendentemente consolante». Una vera confessione metallica.

Loss, Despond, Profound Lore Records 2011.

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