Sourvein, Fangs (Riffology #25)
Sì, a volte non c’è altro che quello, il riff, giusto con due verdure bollite di contorno. Ma se la pietanza è buona, va bene lo stesso. Cresciuti nelle coltivazioni di amplificatori del North Carolina, i Sourvein fanno sludge, non diluito, con quella ostinazione che è ingrediente primario, anche musicale, del genere. Hanno avuto tanti problemi di line-up (si sa che quella scena è promiscua), hanno inciso soltanto tre album in poco meno di vent’anni, sembrano lottare sempre nei dintorni della linea di galleggiamento, e insomma. Il riff di Fangs, che apre il loro ultimo cd, non sarà scolpito nella pietra, mancherà di «eleganza» e compiutezza, non brillerà di originalità, ma è fiero, ostinato (appunto), un po’ appannato dalla stanchezza di tutti questi anni e anche leggermente zoppicante. E proprio per questo mi piace.
Sourvein, Fangs, in Black Fang, Candlelight Records 2011.
(Qui c’è il brano intero, e qui c’è tutta la fatica.)
(Per il secondo anno – incredibili dictu – questo blog è stato nominato ai Macchianera Blog Awards, nella categoria “Miglior sito o blog musicale”. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno fatto sì che ciò accadesse.)










